Premessa

L’art. 2 commi da 36-terdecies a 36-duodevicies del DL 13.8.2011 n. 138, conv. L. 14.9.2011 n. 148, ha effettuato interventi in materia di regime fiscale riguardante i beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore, applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2012 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

Più in particolare, con l’entrata in vigore della nuova norma:

  • costituisce reddito diverso in capo al socio o familiare (art. 67 del TUIR) la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento dei beni dell’impresa;
  • non sono deducibili i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento.

Il co. 36-sexiesdecies dell’art. 2 del suddetto DL 138/2011 statuisce che l’impresa concedente ovvero il socio o il familiare dell’imprenditore devono comunicare all’Agenzia delle Entrate (Anagrafe tributaria) i dati relativi ai beni concessi in godimento.

Tale adempimento è finalizzato a:

  • disincentivare l’utilizzo a titolo personale, da parte dei soci o dei familiari dell’imprenditore, di beni intestati a società commerciali oppure a imprese individuali;
  • fornire dati utili per l’applicazione del redditometro in capo ai soci/familiari.

Si evidenzia inoltre che l’ art. 2 co. 36-septiesdecies del suddetto DL 138/2011 prevede che l’Agenzia delle Entrate debba tener conto, ai fini della ricostruzione sintetica del reddito, anche di qualsiasi forma di finanziamento o di capitalizzazione effettuata nei confronti dell’impresa.

Con il primo Provvedimento dell’ Agenzia delle Entrate 16.11.2011 n. 166485 sono quindi state stabilite le modalità attuative e i termini di effettuazione delle comunicazioni all’Anagrafe tributaria riguardanti:

  • i beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari dell’imprenditore;
  • i finanziamenti o le capitalizzazioni effettuati nei confronti dell’impresa o ricevuti dalla stessa.

Tuttavia i termini indicati nel sopracitato provvedimento sono stati oggetto di proroga con successivi interventi.

Nuovi provvedimenti attuativi

In sostituzione del citato Provvedimento del 16.11.2011, i Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 2.8.2013 n. 94902 e n.94904 dettano nuove disposizioni attuative in merito agli obblighi di comunicazione in esame.

Prima comunicazione entro il 12.12.2013

Sia nel caso di comunicazione di beni in godimento a soci o familiari, sia nel caso di finanziamenti effettuati nei confronti della società da soci o familiari, il termine per effettuare la prima comunicazione, con riferimento al 2012, è fissato al 12.12.2013.

SOGGETTI OBBLIGATI AD EFFETTUARE LE COMUNICAZIONI Le comunicazioni in esame devono essere effettuate da tutti i soggetti residenti in Italia che esercitano attività d’impresa in forma individuale o collettiva e a prescindere dal regime contabile (es. “forfettini”, “nuovi minimi”, contabilità semplificata);

Più in particolare, soggiacciono all’adempimento:

  • le imprese individuali;
  • le società di persone commerciali (s.n.c. e s.a.s);
  • le società di capitali (s.r.l., s.p.a. e s.a.p.a.);
  • le società cooperative;
  • le stabili organizzazioni in Italia di società non residenti;
  • gli enti privati di tipo associativo, limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.

Sono invece esclusi dall’adempimento:

  • i professionisti;
  • le associazioni professionali e le società tra professionisti;
  • le società semplici;
  • gli enti non commerciali che non esercitano un’attività d’impresa;
  • le società agricole produttive di soli redditi fondiari.

L’obbligo di comunicazione sussiste solo nel caso in cui siano verificate congiuntamente le seguenti due condizioni:

  • un determinato bene sia dato in godimento ai soci ovvero ai familiari dell’imprenditore;
  • sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento (tassabile quale reddito diverso);

Pertanto, non sono oggetto di comunicazione i beni per i quali l’utilizzatore remunera il relativo godimento a valori di mercato.

Si evidenzia che:

  • è irrilevante la percentuale di partecipazione nella società;
  • la comunicazione è dovuta anche nel caso in cui il beneficiario detenga partecipazioni nella società concedente solo indirettamente (ad esempio, la società Alfa concede un’autovettura a Tizio che è socio della società Beta che, a sua volta, è socia di Alfa);
  • la comunicazione deve essere effettuata anche nel caso in cui il bene sia concesso in godimento al familiare del socio (non solo dell’imprenditore);
  • la comunicazione deve essere effettuata anche nel caso in cui il bene sia concesso in godi¬mento a soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.

Comunicazione relativa ai beni concessi in godimento:

L’obbligo di comunicazione dei beni concessi in godimento può essere assolto, in via alternativa, dall’impresa concedente, dal socio o dal familiare dell’imprenditore.

Comunicazione relativa ai finanziamenti e alle capitalizzazioni.
La comunicazione relativa ai finanziamenti e alle capitalizzazioni, invece, deve essere effettuata esclusivamente dall’impresa che riceve l’apporto.

Familiari
In assenza di una specifica previsione normativa, si ritiene che rientrino nella nozione di familiare, ai sensi dell’art. 5 co. 5 del TUIR, il coniuge, i parenti entro il terzo grado (es. nipote del socio/imprenditore), gli affini entro il secondo grado (es. cognato del socio/imprenditore).

Società Fiduciarie e Trust
Nel caso di società fiduciarie e trust è necessario effettuare una verifica in merito alla posizione del fiduciante ovvero del disponente.

OGGETTO DELLE COMUNICAZIONI

Beni concessi in godimento
Se concessi in godimento, rientrano quindi nell’ambito applicativo della disposizione:

  • i beni merce (vale a dire quelli commercializzati dall’impresa);
  • i beni strumentali;
  • i beni meramente patrimoniali (ad esempio, gli immobili abitativi non utilizzati direttamente nell’attività d’impresa).

Il Provvedimento dell’ Agenzia delle Entrate 2.8.2013 n. 94902 individua più in particolare le seguenti categorie di beni:

  • autovetture;
  • altri veicoli;
  • unità da diporto;
  • aeromobili;
  • immobili;
  • altri beni.

Si evidenzia che al fine della comunicazione rileva tanto l’uso esclusivo quanto l’uso non esclusivo.

Le comunicazioni riguardano i dati dei soci (comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente) e dei familiari che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa.

La comunicazione deve essere effettuata:

  • per ogni bene concesso in godimento nel periodo d’imposta oggetto di comunicazione;
  • anche se il bene è stato concesso in godimento in periodi d’imposta precedenti, qualora ne permanga l’utilizzo nell’anno di riferimento della comunicazione;
  • per i beni concessi in godimento dall’impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.

Esclusioni

Il Provvedimento dell’ Agenzia delle Entrate 2.8.2013 n. 94902 esclude invece dall’ambito applicativo della comunicazione:

  • i beni concessi in godimento agli amministratori;
  • i beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo, qualora detti beni costituiscano fringe benefit di cui agli artt. 51 e 54 del TUIR;
  • i beni concessi in godimento all’imprenditore individuale;
  • i beni di società e di enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciale, residenti o non residenti, concessi in godimento a enti non commerciali soci che utilizzano gli stessi beni per fini esclusivamente istituzionali;
  • gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci;
  • i beni ad uso pubblico per i quali è prevista l’integrale deducibilità dei relativi costi nonostante l’utilizzo privatistico riconosciuto per legge (ad esempio, i taxi);
  • i finanziamenti concessi ai soci o ai familiari dell’imprenditore.

Inoltre, l’obbligo della comunicazione non sussiste quando i beni concessi in godimento al socio o familiare dell’imprenditore rispettino le seguenti condizioni:

  • siano diversi dagli immobili, dai veicoli, dalle unità da diporto e dagli aeromobili (ad esem¬pio telefoni cellulari, computer portatili);
  • siano di valore non superiore a 3.000,00 euro, al netto dell’IVA.

Contenuto della comunicazione

Nella comunicazione devono essere indicati i seguenti dati:

  • per le persone fisiche: codice fiscale, dati anagrafici e Stato estero per i soggetti non residenti in Italia;
  • per i soggetti diversi dalle persone fisiche: codice fiscale, denominazione e Comune del domicilio fiscale o Stato estero di residenza;
  • informazioni in merito all’utilizzo del bene;
  • data della concessione (data di inizio e fine);
  • corrispettivo versato;
  • valore di mercato del bene.

Decorrenza

L’obbligo di comunicazione si applica a decorrere dai beni in godimento nel 2012 che include i beni concessi in godimento nel 2012 e i beni concessi nei periodi d’imposta precedenti, qualora l’utilizzo permanga nel 2012.
In deroga a quanto inizialmente previsto dal citato Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 16.11.2011, non sono più oggetto di comunicazione i beni in godimento nel 2011 il cui utilizzo non permanga anche successivamente.

Più in particolare:

  • non è tenuta alla comunicazione la società (ovvero il socio) che abbia concesso in uso ad un socio un immobile nel corso del 2010, se l’uso è cessato nel 2011;
  • è tenuta alla comunicazione la società (ovvero il socio) che abbia concesso in uso ad un socio un immobile nel corso del 2010 se questo immobile continua ad essere utilizzato nel corso del 2012.

Finanziamenti e Capitalizzazioni

Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 2.8.2013 n. 94904 prevede che debba essere comunicata qualsiasi forma di finanziamento o di capitalizzazione effettuata nei confronti dell’impresa da persone fisiche, soci o familiari dell’imprenditore per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a 3.600,00 euro.
Tale limite è riferito, distintamente, ai finanziamenti annui ed alle capitalizzazioni annue (ad esempio, un finanziamento soci di 3.000,00 euro e un versamento in conto capitale di 2.500,00 euro non vanno comunicati). L’Agenzia ha precisato che il suddetto limite deve essere verificato con riguardo alla posizione del singolo socio o familiare dell’imprenditore che effettua il versamento.
Si evidenzia che l’obbligo di comunicazione permane anche nel caso in cui tali finanziamenti non siano strumentali all’acquisizione di beni poi concessi in godimento ai soci o familiari dell’imprenditore.

Esclusioni

Sono esclusi dall’adempimento i dati relativi a:

  • finanziamenti o capitalizzazioni di importo annuo inferiore a 3.600,00 euro (tale limite opera distintamente con riferimento a ciascuna tipologia di apporto);
  • qualsiasi apporto già conosciuto dall’Amministrazione finanziaria (ad esempio, i finanziamenti effettuati per atto pubblico o scrittura privata autenticata).

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre stabilito che non devono essere oggetto di comunicazione i finanziamenti erogati dalla società e ricevuti dai soci o familiari dell’imprenditore.

Contenuto della comunicazione

Nella comunicazione deve essere indicato quanto segue:

  • i dati delle persone fisiche, soci o familiari dell’imprenditore, che hanno concesso all’impresa, nell’anno di riferimento, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per cia¬scuna tipologia di apporto, pari o superiore a 3.600,00 euro (codice fiscale, dati anagrafici e, per i soggetti non residenti, lo Stato estero);
  • l’ammontare dei finanziamenti e delle capitalizzazioni effettuati.

Decorrenza

L’obbligo di comunicazione si applica ai finanziamenti ed alle capitalizzazioni effettuati a decorrere dall’anno 2012.
Non sono pertanto più oggetto di comunicazione, in deroga al precedente Provvedimento del 16.11.2011, i finanziamenti o le capitalizzazioni in corso nel 2011.

Pertanto:

  • non è tenuta alla comunicazione la società che ha ricevuto un finanziamento da un socio nel corso del 2010, se questo finanziamento è stato rimborsato nel 2011;
  • non è tenuta alla comunicazione la società che ha ricevuto un finanziamento da un socio nel corso del 2010, se questo è ancora in essere nel 2012;
  • è tenuta alla comunicazione la società che ha ricevuto un finanziamento da un socio nel corso del 2012, se di importo pari o superiore a 3.600,00 euro.

Si evidenzia, infine, che se di importo almeno pari a 3.600,00 euro, l’obbligo di comunicazione sussiste anche se il finanziamento è stato effettuato nel 2012 e rimborsato nello stesso anno di effettuazione.

TERMINI DI COMUNICAZIONE DEI DATI

Primo invio entro il 12.12.2013
Oggetto del primo invio che deve essere effettuato entro il 12.12.2013 sono:

  • i beni in godimento nel 2012 oppure nei precedenti periodi di imposta, sempreché permanga l’utilizzo da parte dei soci o dei familiari nel 2012;
  • i finanziamenti e le capitalizzazioni ricevuti dall’impresa nell’anno 2012.

Termini di comunicazione a regime

I termini ordinari per le comunicazioni in esame sono:

  • il 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura dell’anno in cui i beni sono concessi o permangono in godimento;
  • il 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui sono stati ricevuti i finanziamenti o le capitalizzazioni (non rilevano quindi gli apporti ricevuti in anni precedenti).

Annullamento della comunicazione inviata

E’ possibile annullare il file inviato e tale possibilità è accordata dall’agenzia delle entrate entro il termine di un anno dalla prevista scadenza per l’invio del file stesso.

Invio di una comunicazione sostitutiva

E’ possibile sostituire un file, precedentemente inviato, con uno nuovo riferito allo stesso periodo, entro il termine di un anno dalla prevista scadenza.

SANZIONI

Violazioni relative alla comunicazione dei beni concessi in godimento
L’art. 2 co. 36-sexiesdecies del DL 138/2011 sanziona l’omessa comunicazione dei beni concessi in godimento ai soci o familiari dell’imprenditore, ovvero la trasmissione della stessa con dati non veritieri o incompleti.
La sanzione è pari al 30% della differenza tra il valore di mercato del diritto di godimento e il corrispettivo effettivamente pagato dal socio o familiare ed è dovuta in solido tra l’impresa e il beneficiario.
Tuttavia qualora il costo del bene non sia stato dedotto dall’impresa e la suddetta differenza tra valore di mercato e corrispettivo abbia concorso a formare il reddito del socio o familiare, in quanto reddito diverso, si applica, in solido, la sanzione da 258,00 a 2.065,00 euro, di cui all’art. 11 co. 1 lett. a) del DLgs. 471/97.

Violazioni Relative alla comunicazione dei finanziamenti o delle capitalizzazioni ricevuti dall’impresa
In relazione alla comunicazione dei finanziamenti o delle capitalizzazioni ricevuti dall’impresa, in mancanza di una specifica previsione sanzionatoria da parte del DL 138/2011, in caso di comunicazione omessa, incompleta o non veritiera, pare ragionevole ritenersi applicabile la suddetta sanzione da 258,00 a 2.065,00 euro di cui all’art. 11 co. 1 lett. a) del DLgs. 471/97, che riguarda in generale le violazioni riguardanti le comunicazioni prescritte dalla legge tributaria.

Definizione agevolata
È prevista la definizione agevolata, con riduzione della sanzione ad un terzo del minimo, ai sensi dell’art. 16 del DLgs. 472/97.

Comunicazione beni concessi in godimento ai soci e finanziamenti