L’articolo 1751 del codice civile e l’Accordo economico collettivo del 20 marzo 2002 prevedono che, alla cessazione del rapporto di agenzia, spettino all’agente le seguenti indennità:

  • indennità di risoluzione del rapporto;
  • indennità suppletiva di clientela;
  • ulteriore indennità suppletiva di clientela (meritocratica).

Definizione e calcolo

L’indennità suppletiva di clientela è dovuta, in caso di contratto a tempo indeterminato, solo se la cessazione del rapporto di agenzia è avvenuta per iniziativa della casa mandante e per fatto non imputabile all’agente. E’ inoltre dovuta, in caso di rapporto in essere da più di un anno, quando l’agente termini il rapporto con la casa mandante a causa di:

  • invalidità temporanea o permanente;
  • raggiungimento dell’età pensionabile;
  • decesso.

L’indennità suppletiva di clientela è calcolata applicando alle provvigioni e agli altri compensi maturati dall’agente nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, un’aliquota che può variare dal 3 al 4%. Di seguito un breve schema riassuntivo:

BASE IMPONIBILE DI RIFERIMENTO
ALIQUOTA PERIODO AZIENDE COMMERCIALI AZIENDE INDUSTRIALI E CONFAPI
3% DAL 1° AL 3° ANNO Calcolata sulle provvigioni maturate, comprese le somme corrisposte a titolo di rimborso o concorso spese Calcolata sulle provvigioni maturate, comprese le somme corrisposte a titolo di rimborso o concorso spese
3%,5 DAL 4° AL 6° ANNO Calcolata sulle provvigioni maturate, comprese le somme corrisposte a titolo di rimborso o concorso spese Calcolata sulle provvigioni maturate, comprese le somme corrisposte a titolo di rimborso o concorso spese, con il limite massimo di € 45.000 l’anno
4% DAL 7° ANNO Calcolata sulle provvigioni maturate, comprese le somme corrisposte a titolo di rimborso o concorso spese Calcolata sulle provvigioni maturate, comprese le somme corrisposte a titolo di rimborso o concorso spese, con il limite massimo di € 45.000 l’anno

Trattamento fiscale in capo all’agente

L’indennità suppletiva di clientela è esclusa dal campo di applicazione dell’Iva ex articolo 2, comma 3, lettera a), DPR 633/1972, data la natura risarcitoria dell’indennizzo.
Ai fini delle imposte dirette, la tassazione in capo al soggetto percpiente varia a seconda della sua natura:

  • ditta individuale e società di persone: le indennità percepite dall’agente sono qualificate come reddito di lavoro autonomo (art. 56 c. 3 lett. a) Tuir) e assoggettate alla ritenuta d’acconto del 20% (art. 25 Dpr 600/73).
    Le suddette ritenute devono essere versate, a mezzo Mod. F24, entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento, con codice tributo 1040.
    L’indennità suppletiva di clientela, inoltre, è tassata in via separata nel quadro RM del modello Unico PF, con possibilità di optare per la tassazione ordinaria.
  • società di capitali: l’indennità non va assoggettata a ritenuta e dovrà essere ricompresa nel reddito d’impresa.

Trattamento contabile in capo all’impresa preponente

Il principio contabile OIC 19 precisa che l’indennità suppletiva di clientela deve essere corrisposta ad agenti e rappresentanti tutte le volte che il contratto si scioglie per fatto non imputabile all’agente.
Trattandosi di un’obbligazione certa nell’esistenza ed indeterminata nell’ammontare, l’azienda deve accantonare annualmente un fondo per far fronte a tale onere.

La scrittura contabile è la seguente:

DATA DESCRIZIONE DARE AVERE
31/12/… Accantonamento al fondo per indennità suppletiva di clientela 1.000
31/12/… Fondo per indennità suppletiva di clientela 1.000

 

Trattamento fiscale in capo all’impresa preponente

Dopo alcune sentenze altalenanti (n. 24973/2006 e n. 1910/2007), la Corte di Cassazione con le sentenze nn. 13506, 13507, 13508 dell’11 giugno 2009 e la sentenza. n. 8288 del 4 aprile 2013, si è definitivamente orientata per la deducibilità degli accantonamenti per indennità suppletiva di clientela in base al principio di competenza, sulla base dell’ art. 105, co. 3, Tuir.
Le motivazioni dell’abbandono del criterio di cassa a favore di quello di competenza fanno perno sul nuovo testo dell’art. 1751 del cod. civ., applicabile dal 1° gennaio 1993, che contiene l’intera disciplina dell’indennità di fine rapporto dell’agente di commercio e che quindi fa venir meno il carattere aleatorio dell’indennità in esame.
Occorre ricordare che l’Amministrazione Finanziaria ha cercato nel corso degli anni di seguire i vari orientamenti della Corte, passando da una prima interpretazione favorevole alla deducibilità degli accantonamenti per competenza (Nota 9/120/1980 e R.M. 59/E/2004) a quella diametralmente opposta della deducibilità solo per cassa (Circolare 42/E/2007).
Con la recente Circolare Ministeriale n. 33/2013, l’Agenzia delle Entrate ha nuovamente affrontato la questione della deducibilità degli accantonamenti ai fondi per indennità suppletiva di clientela.
In particolare, l’Agenzia ha stabilito che gli accantonamenti stanziati:

  • a decorrere dal 1 gennaio 1993, sono deducibili “per competenza” dal reddito d’impresa , in quanto sufficientemente “certi”;
  • in periodi anteriori al 1993, sono deducibili “per cassa” solo nell’esercizio di effettiva corresponsione.

A fronte di tale chiarimento, l’Agenzia, ha invitato gli Uffici ad abbandonare le controversie pendenti, non conformi al trattamento tributario previsto dalla circolare in esame.

Indennità suppletiva di clientela e recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

10 pensieri su “Indennità suppletiva di clientela e recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

  • 28 Gennaio 2015 alle 11:53
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    una domanda:

    se un agente SAS cessa l’attività (nel caso specifico per pensionamento dell’unico socio accomandatario) ha diritto alla indennità supplettiva clientela?

    Grazie per la collaborazione

  • 30 Gennaio 2015 alle 18:21
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    L’indennità suppletiva di clientela è dovuta solo in caso di cessazione per fatto non imputabile all’agente, decesso dell’agente o raggiungimento dell’età pensionabile.
    Dato che dal punto di vista previdenziale, i contributi Enasarco vengono versati dal preponente/mandante a favore dei soci lavoratori (accomandatari) della Sas, nel suo caso, essendo lei l’unico socio accomandatario, è lecito ritenere che Lei abbia diritto a ricevere l’indennità suppletiva. Si rammenta che la richiesta al preponente/mandante deve essere effettuata nel termine di un anno dalla cessazione del rapporto di agenzia.

  • 25 Giugno 2015 alle 12:41
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    Buongiorno, per avere indennità supplettiva clientela è sufficiente raggiungere pensione INPS ? alcuni confermano , ma altri presumono serva pensione ENASARCO. . Grazie Anna Berto

  • 26 Giugno 2015 alle 10:10
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    Secondo quanto stabilito nell’A.E.C. del 16 febbraio 2009, l’indennità suppletiva di clientela viene corrisposta all’agente in caso di dimissioni (se il rapporto è in atto da almeno un anno) dovute a sua invalidità permanente e totale o per conseguimento della pensione di vecchiaia ENASARCO o anche per conseguimento della pensione di vecchiaia INPS, nonché in caso di decesso, oppure per circostanze attribuibili al preponente.
    Rispetto all’A.E.C. del 26 febbraio 2002, l’agente può richiedere l’indennità di clientela al conseguimento della pensione di vecchiaia ENASARCO, oppure anche al conseguimento della pensione di vecchiaia INPS.
    Di seguito il link della Circolare n.45/2009:

  • 26 Giugno 2015 alle 10:27
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    Ringrazio per la risposta e le chiedo una precisazione. Io andrò in pensione con 41 anni e 6 mesi e 59 anni età e non capiscoe se sarà una pensione di anzianità o di vecchiaia …. avrò diritto ad avere indennità supplettiva? Ho contratto di agenzia con l’azienda da aprile 1997 e, importo indennità sarebbe “importante”. Grazie . Buona giornata Anna Berto

  • 30 Giugno 2015 alle 9:56
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    Sono agente di commercio con contratto di monomandatario. Opero come società SAS di cui sono unico socio accomandatario (mia moglie è accomandante). Ho la pensione di vecchiaia INPS dal 1999 e vorrei dare disdetta del contratto (ripeto il contratto di agenzia e con la SAS) La domanda è : mi spetta l’indennità suppletiva di clientela? La ditta mandante mi dice di no .

  • 30 Giugno 2015 alle 23:59
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    Salve, ho appena dato le dimissioni per un contratto d’agenzia a tempo indeterminato che dura da 5 anni.Volevo sapere cosa mi spetta? Che indennità posso richiedere?
    Grazie mille!

  • 1 Luglio 2015 alle 9:50
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    L’indennità suppletiva di clientela non è dovuta se il contratto si scioglie per un fatto imputabile all’agente o rappresentante, per sua iniziativa e per un suo inadempimento costituente giusta causa di risoluzione (art. 1751 c.c.).
    L’accordo collettivo del settore commercio del 16 febbraio 2009 (art.13) stabilisce che l’indennità suppletiva di clientela spetti solamente se il contratto si scioglie “ad iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all’agente o rappresentante”. Di conseguenza si ha l’esclusione dell’indennità suppletiva di clientela anche nel caso in cui le parti decidano di comune accordo di terminare il rapporto.
    Nella fattispecie è Lei a voler dare disdetta del contratto, dunque l’indennità non le spetterebbe.
    L’agente comunque, in ogni caso, dovrà porre particolare attenzione e specificare per iscritto se negli accordi presi con la mandante siano previsti anche il pagamento dell’indennità suppletiva e di quella meritocratica perché, in assenza di alcuna previsione per iscritto, le indennità saranno perdute

  • 1 Luglio 2015 alle 10:09
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    Leggevo sul contratto che l’indenità suppletiva clientela spetta comunque se l’agente è pensionato di vecchiaa. E’ il mio caso, ho pensione vecchiaia INPS dal 1999. La ditta mandante mi contesta il fatto che il contratto di agenzia è fatto a none della mia sosieta SAS di cui sono unico socio accomandatario (l’altro socio accomandante è mia moglie) . Chi ha ragione? Mi spetta questa indennità clientela?

  • 9 Luglio 2015 alle 20:01
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    Le indennità di fine rapporto previste dalla contrattazione collettiva attualmente in vigore sono tre: 1) Indennità di fine rapporto detta “FIRR”;2) Indennità suppletiva di clientela;3) Indennità meritocratica.
    L’indennità di cessazione rapporto risponde al principio di equità e secondo gli AEC è sempre dovuta anche nel caso in cui l’agente non abbia apportato alcun incremento della clientela e/o del fatturato. Il Fondo Indennità Risoluzione Rapporto è infatti alimentato da tutti i contributi accantonati a favore degli agenti a carico delle aziende mandanti per tutta la durata dell’incarico. L’ammontare dell’indennità varia al variare delle aliquote applicate sul totale delle provvigioni maturate e liquidate dall’inizio del rapporto e si diversificano a seconda che l’agente sia monomandatario o plurimandatario.
    Questa indennità dunque le spetta sicuramente.
    La seconda, indennità suppletiva di clientela è dovuta in caso di cessazione del rapporto a meno che non si tratti di fatto imputabile all’agente o rappresentante. L’indennità quindi non è dovuta se il rapporto si risolve per un inadempimento dell’agente costituente giusta causa di risoluzione e per iniziativa dell’agente.
    Sulla base di quanto ha premesso, dal momento che è stato lei in qualità di agente a dare le dimissioni dal contratto di agenzia a tempo indeterminato, non può usufruire di questo tipo di indennità.
    Per quanto riguarda la terza indennità detta “meritocratica” essa è una componente aggiuntiva che premia l’agente meritevole. Essa è dovuta se l’agente ha apportato un sensibile incremento della clientela e/o un sensibile sviluppo del giro d’affari della preponente e se i vantaggi procurati dall’agente permangono alla preponente anche dopo la cessazione del rapporto. Altra condizione affinchè si possa godere dell’indennità meritocratica, è che la corresponsione di essa deve essere nell’entità dell’indennità di cessazione di rapporto e dell’indennità suppletiva di clientela che, sommate, devono essere inferiori al limite massimo di un anno di provvigioni sulla media degli ultimi cinque anni (art. 1751 c.c.). Pertanto per poterne usufruire deve poter provare di essere in possesso dei sopracitati requisiti.

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