Con la CM n. 31 del 30 dicembre 2014, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni importanti chiarimenti con riferimento alla nuova disciplina in tema di dichiarazioni di intento.

Come è noto a partire dal 1° gennaio 2015 la procedura per la trasmissione delle dichiarazioni di intenti è radicalmente cambiata, come segue:

  1. L’esportatore abituale invia telematicamente la dichiarazione di intento all’Agenzia delle Entrate, la quale provvede a rilasciare apposita ricevuta,
  2. Una volta ottenuta la ricevuta, l’esportatore trasmette al proprio fornitore la dichiarazione di intento, unitamente a copia della ricevuta,
  3. Il fornitore è tenuto a verificare l’avvenuto invio all’Agenzia delle Entrate prima di effettuare l’operazione,
  4. Il fornitore deve infine riepilogare i dati di tutte le dichiarazioni di intento ricevute nella propria dichiarazione annuale IVA.

La verifica che deve compiere il fornitore può essere svolta secondo due modalità alternative:

  • a. Tramite il sito www.agenziaentrate.gov.it, senza bisogno di alcuna autenticazione, inserendo nell’apposita sezione il codice fiscale del cedente/prestatore ed il numero di protocollo della ricevuta rilasciata dall’Agenzia delle Entrate all’esportatore abituale,
  • b. Tramite il proprio cassetto fiscale (possibilità questa attribuita esclusivamente ai soggetti abilitati al servizio Fisconline o Entratel).

È utile sottolineare che qualora il fornitore effettui l’operazione nei confronti del proprio cliente (esportatore abituale) prima di aver ricevuto la dichiarazione di intento e prima di aver effettuato il riscontro dell’avvenuta presentazione all’Agenzia delle Entrate, è soggetto alla sanzione dal 100% al 200% dell’IVA dovuta.
Poiché le nuove disposizioni devono essere coordinate con i principi contenuti nello Statuto del contribuente, i quali stabiliscono che non si possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti prima di sessanta giorni dalla data di adozione dei provvedimenti attuativi delle norme, è stato sancito che fino all’11 febbraio 2015 gli operatori possono (ma non devono) inviare ai propri fornitori le dichiarazioni di intento secondo le previgenti regole. In tal caso i fornitori non saranno obbligati alla verifica dell’avvenuta trasmissione della dichiarazione di intento all’Agenzia delle Entrate.

Stante il richiamo generalizzato alle regole previgenti, si ritiene che il fornitore che riceve la dichiarazione di intento (secondo le vecchie modalità) sia tenuto a trasmetterla telematicamente all’Agenzia delle Entrate (come previsto dalla vecchia procedura).
Rimane in ogni caso possibile per gli esportatori abituali avvalersi fin da subito delle nuove disposizioni.
Occorre infine tener presente che le dichiarazioni di intento inviate secondo le previgenti regole relative anche ad operazioni che saranno effettuate successivamente all’11 febbraio 2015, dovranno essere ripresentate seguendo la nuova disciplina.

Ulteriori aggiornamenti in tema di lettere di intento