1. Premessa

La compilazione del quadro RW da parte dei soggetti fiscalmente residenti in Italia, introdotta dal DL n. 167/90 allo scopo di adempiere agli obblighi del cd “monitoraggio fiscale”, assolve esclusivamente una funzione informativa, non avendo finalità di calcolo del reddito imponibile né di liquidazione delle imposte.
Con la recente approvazione in via definitiva della “Legge Europea 2013” (Legge n. 97/2013), il legislatore, ha apportato significative modifiche alla disciplina del monitoraggio fiscale e di conseguenza alla struttura del quadro RW ed alle relative regole di compilazione.

2. Eliminazione della sezione I e della sezione III dal modello RW

Una delle principali modifiche apportate dalla Legge n. 97/2013 consiste nell’eliminazione, dal quadro RW, delle comunicazioni previste dalle sezioni I e III.
Per effetto della suddetta modifica, dal 2013 non andranno più monitorati i trasferimenti da, verso e sull’estero ed i contribuenti dovranno comunicare nel modello Unico le sole attività finanziarie e gli investimenti esteri.
Si evidenzia che, al fine di individuare l’investimento/attività estera da indicare nel quadro RW di Unico, non va più fatto riferimento alla situazione al 31 dicembre di ogni anno, ma alla situazione verificatasi nel corso dell’anno. Infatti, rispetto alla previgente disciplina, il comma 1 del “nuovo” art. 4 del DL 167/90, richiede di dichiarare la detenzione di investimenti/attività estere di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia da parte di persone fisiche, enti non commerciali, società semplici ed equiparate residenti “nel periodo d’imposta” (in luogo di “al termine del periodo d’imposta”).

3. Abrogazione della soglia (€ 10.000) al di sotto della quale il modulo RW non andava compilato

La “Legge Europea 2013” ha eliminato la soglia di € 10.000 sotto la quale non veniva richiesta alcuna comunicazione. Pertanto, l’attività di monitoraggio fiscale riguarda ora tutte le attività o investimenti detenuti all’estero a prescindere dal relativo ammontare.
Restano esenti dalla compilazione del quadro RW le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o amministrazione agli intermediari residenti ed i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari ed i redditi derivanti siano stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi.

4. Estensione dell’obbligo di comunicazione ai titolari “effettivi”

La “Legge Europea 2013” ha esteso gli adempimenti comunicativi anche ai soggetti residenti che, pur non essendo i possessori diretti degli investimenti o attività all’estero, risultano i titolari “effettivi” dell’investimento.
Al fine di individuare il “titolare effettivo” la norma richiama quanto previsto dalla disciplina antiriciclaggio ed in particolare la definizione fornita dall’art. 2 dell’“Allegato tecnico” del D.Lgs.231/2007, secondo cui è titolare effettivo:

1. nel caso di società:

  • la persona fisica (o le persone fisiche) che, in ultima istanza, possiedano o controllano un’entità giuridica, attraverso il possesso o il controllo diretto o indiretto di una percentuale sufficiente delle partecipazioni al capitale sociale o dei diritti di voto in seno a tale entità giuridica, anche tramite azioni al portatore, purché non si tratti di una società ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato e sottoposta a obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria o a standard internazionali equivalenti; tale criterio si ritiene soddisfatto ove la percentuale corrisponda al 25% più uno di partecipazione al capitale sociale;
  • la persona fisica (o le persone fisiche) che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione di un’entità giuridica

2. nel caso di fondazioni, trust che amministrano e distribuiscono fondi:

  • se i futuri beneficiari sono già stati determinati, la persona fisica o le persone fisiche beneficiarie del 25% o più del patrimonio di un’entità giuridica;
  • se le persone che beneficiano dell’entità giuridica non sono ancora state determinate, la categoria di persone nel cui interesse principale è istituita o agisce l’entità giuridica;
  • la persona fisica o le persone fisiche che esercitano un controllo sul 25% o più del patrimonio di un’entità giuridica.

5. Le nuove sanzioni

La “Legge Europea 2013” ha notevolmente alleggerito anche l’apparato sanzionatorio previsto in materia di monitoraggio fiscale.
In particolare, la violazione dell’obbligo di dichiarazione delle attività detenute all’estero è ora punita con una sanzione amministrativa pecuniaria dal 3% al 15% dell’ammontare degli importi non dichiarati (in luogo di una sanzione dal 10% al 50%); laddove tali attività siano detenute in Stati o territori considerati a fiscalità privilegiata, la violazione viene punita con una sanzione che va dal 6% al 30% degli importi non dichiarati.
E’ stata inoltre eliminata la norma sulla confisca di beni di corrispondente valore.
Nel caso in cui il contribuente presenti il quadro RW entro 90 giorni dalla scadenza del termine, viene applicata la sola sanzione in misura fissa pari a 258 euro.
La stessa sanzione trova applicazione anche nel caso di presentazione della dichiarazione integrativa.

6. La Legge Europea 2013 e gli intermediari finanziari

La Legge Europea 2013 ha introdotto anche nuovi e rilevanti obblighi in capo alle banche e agli intermediari finanziari.

6.1 Operazioni da comunicare

Il nuovo impianto normativo prevede che gli operatori finanziari dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate i flussi transfrontalieri di valore pari o superiore a 15.000 euro relativi ad operazioni eseguite per conto o a favore di persone fisiche, enti non commerciali , società semplici e associazioni ad esse equiparate, sia residenti che non residenti.

Ai fini del superamento della soglia di 15.000 euro si computano anche le cosiddette operazioni frazionate.
Le modalità di trasmissione verranno definite con un apposito Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

6.2 Ritenute e imposte sostitutive

La Legge Europea 2013 ha introdotto anche la previsione che i redditi derivanti dagli investimenti esteri e dalle attività di natura finanziaria siano in ogni caso assoggettati a ritenuta o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi dagli intermediari residenti ai quali gli investimenti e le attività sono affidate in gestione, custodia o amministrazione o nei casi in cui questi intervengano nella riscossione dei relativi flussi finanziari e dei redditi.
La ritenuta troverà applicazione:

  • a titolo d’imposta del 20% per le categorie di redditi che sconterebbero tale imposizione se percepiti in Italia;
  • a titolo d’acconto con aliquota del 20%, per i redditi di capitale derivanti da mutui, depositi e conti correnti, diversi da quelli bancari nonché per i redditi di capitale indicati nelle lettere c), d) ed h), dell’articolo 44 del TUIR;
  • a titolo d’acconto con aliquota del 20%, per i redditi diversi derivanti dagli investimenti esteri e dalle attività finanziarie che concorrono a formare il reddito complessivo del percipiente.

Visti gli obblighi degli intermediari, è posto in capo al contribuente l’onere, qualora gli intermediari intervengano nella riscossione, di fornire i dati utili ai fini della determinazione della base imponibile. In mancanza, la ritenuta sarà applicata sull’intero importo messo in pagamento.

6.3 Nuovi poteri dell’Ucifi e dei reparti speciali della Guardia di Finanza

Il nuovo dettato normativo prevede inoltre che l’Ufficio specializzato nelle indagini finanziarie internazionali (Ucifi) dell’Agenzia delle Entrate ed i reparti speciali della Guardia di Finanza, previa autorizzazione rispettivamente del direttore centrale accertamento dell’Agenzia delle Entrate o del Comandante Generale della Guardia di Finanza (ovvero autorità dallo stesso delegata) ed in deroga ad ogni attuale disposizione di legge, potranno richiedere:

  1. agli intermediari di fornire evidenza, per un determinato arco temporale, delle operazioni intercorse con l’estero e rilevate nell’Archivio Unico Informatico(1) . Questa richiesta potrà essere formulata anche per masse di contribuenti (2).
  2. a tutti coloro che sono destinatari degli adempimenti previsti dalla legge antiriciclaggio (incluso quindi i professionisti), l’identità dei beneficiari effettivi con riferimento a particolari transazioni con l’estero.

6.4 Sanzioni per gli intermediari

La Legge Europea 2013 ha modificato anche il quadro sanzionatorio previsto a carico degli intermediari in relazione all’eventuale violazione degli obblighi di trasmissione posti a carico dalla normativa.
In particolare, si applicherà la sanzione pecuniaria dal 10 al 25% dell’importo dell’operazione non segnalata mentre la previgente normativa prevedeva la sanzione amministrativa del 25%.

7. Decorrenza delle nuove disposizioni

Le novità relative la disciplina del monitoraggio fiscale sono entrate in vigore lo scorso 4 settembre 2013. Spetterà all’Agenzia delle Entrate il compito di definire, mediante apposito provvedimento attuativo, il nuovo quadro RW.

 

(1) Trattasi delle “operazioni di importo pari o superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che si tratti di un’operazione unica o di più operazioni che appaiono tra di loro collegate per realizzare un’operazione frazionata ….. “ (art. 36, comma 1 lett. b) D.Lgs. 231/2007). In precedenza gli intermediari erano tenuti a tenere evidenza solo delle operazioni che singolarmente superavano l’importo di 10.000 euro.
(2) Si è in attesa che l’Agenzia delle Entrate si esprima sul significato della locuzione “per masse di contribuenti”.

Il quadro RW dopo la Legge n. 97/2013 (Legge Europea 2013)