Nell’agosto 2013, il Parlamento ha approvato una nuova legge che modifica le disposizioni in tema di monitoraggio fiscale  delle attività e degli investimenti posseduti all’estero da soggetti residenti in Italia (quadro RW).
E’ stato infatti previsto che non è solo il possessore degli investimenti esteri ad essere tenuto a dichiarare nella propria dichiarazione dei redditi tali investimenti (quadro RW), ma anche il “titolare effettivo“, così come definito dalla normativa antiriciclaggio italiana (Dlg 231/2007).
Si ricorda che per titolari effettivi si intendono:

A) In caso di società:

  1. La persona fisica o le persone fisiche che di fatto sono proprietari o controllano (direttamente o indirettamente) un’entità giuridica. In ogni caso è considerato titolare effettivo il soggetto che detiene una partecipazione maggiore al  25%  del capitale sociale.
  2. La persona fisica o le persone fisiche che esercitano di fatto un azione di direzione e di controllo sull’entità giuridica.

B) In caso di enti quali fondazioni, trust etc.:

  1. Se i beneficiari sono individuati, la persona fisica o le persone fisiche beneficiarie di almeno il 25% del patrimonio;
  2. Se i beneficiari non sono individuati, le “categorie di persone” nel cui interesse l’ente giuridico è stato costituito ;
  3. La persona fisica o le persone fisiche che di fatto controllano almeno il 25% del patrimonio

La normativa in questione si applica, con diverse modalità, sia ai Trust residenti che a quelli esteri.

Qualora gli investimenti e le attività estere siano detenute da un Trust residente, le nuove regole prevedono quanto segue:

  1. Nel caso in cui i beneficiari residenti siano destinatari di una quota inferiore al 25% del patrimonio per cui non siano verificati i requisiti del titolare effettivo, l’obbligo di dichiarare nel quadro RW le attività estere del Trust ricade in capo al Trust stesso (la dichiarazione verrà presentata dai Trustee per conto del Trust);
  2. Nel caso in cui invece i beneficiari residenti siano destinatari di una quota superiore al 25% del patrimonio e quindi  siano i titolari effettivi  così come definiti  dalla normativa, l’onere di compilazione del quadro RW è in capo ai beneficiari stessi.
  3. Nel caso di Trust opachi ovvero di Trust nei quali i beneficiari non sono individuati, l’onere dell’adempimento dichiarativo (quadro RW) ricade sul Trust stesso.

Trust esteri

Per quanto riguarda i Trust esteri, cioè residenti all’estero, le nuove disposizioni prevedono che gli eventuali  beneficiari residenti in Italia siano in ogni caso sottoposti alle regole sul monitoraggio fiscale (quadro RW) relativamente alle attività detenute all’estero dal Trust.

Più in particolare:

  1. Qualora il beneficiario o i beneficiari residenti siano destinatari di una quota inferiore al 25% del patrimonio del Trust estero, senza essere pertanto considerati titolari effettivi secondo la normativa italiana, costoro sono tenuti ad indicare nel quadro RW della propria dichiarazione dei redditi il valore della quota del patrimonio del Trust ad esso riferibile;
  2. Qualora il beneficiario o i beneficiari residenti siano destinatari di una quota superiore al 25%, e quindi venendo considerati a tutti gli effetti titolari effettivi secondo la normativa italiana dei beni del Trust, costoro sono tenuti ad indicare nel quadro RW della propria dichiarazione dei redditi, il valore complessivo delle attività estere del trust nonché la percentuale di patrimonio ad esso riconducibile. Al fine di consentire ai titolari effettivi di adempiere agli obblighi dichiarativi del quadro RW (monitoraggio fiscale), i Trustee di Trust esteri saranno quindi tenuti a comunicare ai predetti titolari effettivi tutte le informazioni relative agli investimenti e alle attività finanziarie detenute all’estero necessarie al corretto adempimento dei loro obblighi tributari.

 Milano, 28 gennaio 2013

Trust: nuove disposizioni in tema di monitoraggio fiscale